SISMABONUS

 

Info Utili & Aggiornamenti sulla nuova detrazione fiscale per gli interventi di adeguamento sismico



il SISMABONUS

è un’agevolazione che prevede la possibilità di fruire di un’importante detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico delle case, degli immobili adibiti ad  attività produttive e dei condomini, situati nelle zone sismiche  1, 2 e 3



 Ultimi Aggiornamenti

Con la Risoluzione 58/E del 25 luglio l’Agenzia delle Entrate ha istituito i “codici tributo” per Sismabonus ed Ecobonus

crediti d’imposta ceduti corrispondenti alle detrazioni spettanti per interventi di riqualificazione energetica e per l’adozione di misure antisismiche effettuati nelle parti comuni degli edifici condominiali potranno essere utilizzati esclusivamente in compensazione con modello F24.

Con la risoluzione 58/E del 25 luglio 2018 sono istituiti i seguenti codici tributo:

  • 6890”  – Ecobonus
  • 6891” – Sismabonus.

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i codici devono essere esposti nella sezione Erario, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna importi a credito compensati, o, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito compensato, nella colonna importi a debito versati. Nel campo anno di riferimento” bisognerà indicare l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale di credito ceduto nel formato “AAAA”; quindi, se le spese sono state sostenute nel 2017, in caso di utilizzo in compensazione della prima quota, nel modello F24 dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2018”.

Così come riportato nella risoluzione n. 58/E  anche il credito del sismabonus e dell’ecobonus sarà ripartito in rispettivamente cinque e dieci rate, secondo le regole disposte con provvedimento del 28 agosto 2017.

Dichiarazione dei redditi 2018 (anno di imposta 2017): ecco i documenti richiesti per usufruire dell’agevolazione

 

Prima di entrare nel merito della questione è importante ricordare che:

  1. la detrazione spetta nella misura del 50% nel limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. Se dagli interventi antisismici deriva la diminuzione di una o due classi di rischio, la detrazione spetta nella maggiore misura rispettivamente del 70 o dell’80%;

2. la detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo e non è possibile scegliere il numero di rate in cui ripartire il beneficio;

3. tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili;

4. nel caso in cui sul medesimo edificio vengono effettuati interventi di natura diversa ad esempio, antisismici e di manutenzione straordinaria, il limite di spesa agevolabile non è cumulabile, in quanto gli interventi antisismici detraibili non possono fruire di un autonomo limite di spesa atteso che non costituiscono una nuova categoria di interventi agevolabili.

Qui di seguito l’elenco con la documentazione da conservare per dimostrare le spese sostenute e per le quali si richiede il Bonus:

– Abilitazioni amministrative dalle quali si evince la tipologia dei lavori e la data di inizio dei lavori o, in assenza, autocertificazione che attesti la data di inizio e la detraibilità delle spese sostenute;

– Fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;

– Bonifico bancario o postale (anche on line) da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato;

– Altra documentazione relativa alle spese il cui pagamento è previsto possa non essere eseguito con bonifico bancario (ad esempio, per pagamanti relativi ad oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto operate sui compensi, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori);

– Autocertificazione attestante che l’ammontare delle spese sulle quali è calcolata la detrazione da parte di tutti gli aventi diritto non ecceda il limite massimo ammissibile;

– Dichiarazione dell’Amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condòmino e la misura della detrazione. In assenza di amministratore, sarà necessario visionare tutta la documentazione inerente la spesa sostenuta;

– In mancanza del codice fiscale del condominio minimo (documentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto alla agevolazione), una autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio;

– Atto di cessione dell’immobile nell’ipotesi in cui lo stesso contenga la previsione del mantenimento del diritto alla detrazione in capo al cedente;

– Comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;

– Copia dell’asseverazione della classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato e dell’attestazione della conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato come asseverato dal progettista.

Il punto della situazione: le recenti interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate ampliano l’operatività del Bonus

Con un primo intervento, l’amministrazione finanziaria ha definitivamente chiarito che lo sconto può essere riconosciuto anche nel caso di opere di demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente. (Vedi anche “Sismabonus: il beneficio può essere fruito anche nel caso di demolizione e ricostruzione degli immobili”  e  “Demolizione e ricostruzione degli edifici: spiraglio sulla possibilità di sfruttare l’agevolazione sismica“).
Con un altro intervento ha invece affermato che l’agevolazione può essere fruita anche dai soggetti IRES per interventi riguardanti immobili posseduti non utilizzati direttamente ma destinati alla locazione. (Vedi anche: “Soggetti IRES:Sismabonus anche se gli edifici di proprietà sono destinati alla locazione“).

Ulteriore apertura, da parte dell’Agenzia delle Entrate, in merito alla fruizione del Sismabonus

Il beneficio può essere fruito anche nel caso di demolizione e ricostruzione degli immobili, a condizione che venga mantenuta la medesima volumetria iniziale.

La detrazione spetta anche ai soggetti IRES quando gli immobili messi in sicurezza sono destinati alla locazione.

Con la Risoluzione 22/E del 12 marzo 2018 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il Sismabonus, vale anche per gli immobili in affitto posseduti da Società

L’Agenzia ha precisato che i soggetti IRES possono beneficiare di tale agevolazione anche nell’ipotesi in cui gli immobili di proprietà, sui quali vengono effettuati gli interventi per la messa in sicurezza (miglioramento sismico), siano destinati alla locazione e, dunque, non utilizzati direttamente ai fini produttivi da parte della società proprietaria degli stessi.

Il chiarimento dell’AdE deriva  dalla richiesta presentata da una Società, la quale ha sollevato la questione riguardante la possibilità di fruire dell’agevolazione per gli interventi di miglioramento sismico di un immobile di proprietà adibito a ufficio, con la precisazione che tale immobile sarebbe stato destinato alla locazione.

L’Agenzia ha risposto affermando che, in primo luogo, che la Manovra 2018 ha esteso i benefici anche agli immobili ubicati in zona sismica 3, ed ha ricordato, poi, che le strutture devono essere localizzate in zone sismiche ad alta pericolosità e adibite ad abitazione principale, ad attività produttive o, secondo la versione aggiornata, anche a fini residenziali. Alla luce del quadro normativo, quindi, l’Agenzia delle Entrate ritiene che l’agevolazione possa essere riconosciuta anche se gli immobili posseduti dalla società siano destinati alla locazione.

Demolizione con ricostruzione dell’immobile, la direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate Abruzzo fa chiarezza

 

 

Al convegno Odecc di Avezzano l’Agenzia delle Entrate ha aperto uno spiraglio sulla possibilità di demolire e ricostruire in regime di Sismabonus. Il rappresentante della direzione regionale Abruzzo dell’AdE, Sandro Di Giamberardino, ha chiarito l’importante questione relativa all’interrogativo se il sismabonus sia una detrazione diversa da quella per il recupero edilizio; la sua risposta è stata negativa. Richiamando la Risoluzione 147/2017, Di Giamberardino ha chiarito che in caso di recupero edilizio che prevede anche lavori antisismici si è difronte ad un unico intervento di recupero, con conseguente detrazione prevista dal Sismabonus; ma “se invece le spese sono fatturate diversamente per diversi interventi si possono avere le due detrazioni separate“.

Una seconda questione ha riguardato la possibilità di beneficiare del Sismabonus sulle spese per lavori di demolizione e ricostruzione che, secondo il Dpr 380/2001, possono ricadere sotto il cappello della “ristrutturazione”; come riportato in un aggiornamento precedente, la direzione regionale emiliana dell’AdE ha negato la possibilità in quanto il bonus per interventi di adeguamenti antisismici si applica solo alle strutture esistenti, ma Di Giamberardino ha espresso un parere discordante affermando:

Forse si potrebbe fare anche una valutazione diversa: con la manovra della scorsa primavera il sismabonus è stato esteso anche a lavori di demolizione e ricostruzione di interi edifici. È quindi possibile sostenere che il legislatore abbia inteso agevolare la demolizione e ricostruzione in ogni caso? Potrebbe essere, anche se occorre osservare che l’ultima agevolazione riguarda solo la zona 1“.

Sismabonus potenziato dalla manovra di bilancio

Sismabonus potrà essere unificato all’Ecobonus. Infatti, la legge di Bilancio 2018 ha previsto una nuova ipotesi di detrazione maggiorata per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che combinano messa in sicurezza e riqualificazione energetica, limitatamente alle zone sismiche 1, 2 e 3. In caso di tale combinazione, la misura della detrazione è dell’80% in caso di passaggio a una classe di rischio inferiore e dell’85% in caso di passaggio di due classi di rischio. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari del condominio.

A partire da quest’anno, il Sismabonus sarà applicabile anche agli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), alle cooperative di abitazione proprietà indivisa e agli enti aventi le loro stesse finalità sociali, purché aventi determinate caratteristiche: devono cioè essere istituiti in forma di società, corrispondere alla legislazione europea in materia di house providing ed essere operanti dal 31-12-2013. A parte queste novità, l’impianto della detrazione resta identico a quello già in vigore, ovvero uno sconto di base che ammonta al 50% della spesa, calcolato su un massimale di 96.000 euro, il quale può raggiungere il 70% della spesa quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del pericolo sismico tale da far derivare il passaggio dell’edificio a una classe di rischio inferiore, oppure l’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi inferiori.

Nella Legge di Bilancio è stato anche previsto un Sismabonus per le strutture produttive ubicate nella zona sismica 1, 2 e 3. LEGGI ANCHE “21/08/2017 – Strutture produttive e Sismabonus: aumentano i dibattiti sul tetto di spesa”

Dopo la prima tranche di modifiche ed emendamenti varati dalla Camera lo scorso 17 dicembre, la discussione della Manovra 2018 è in seconda lettura; ecco le novità sul Sismabonus emerse in seno alla Camera dei Deputati.

Anche alla Camera è stata confermata la cumulabilità fra Sismabonus ed Ecobonus per i condomini. È in arrivo il bonus unico, una somma per gli interventi sui condomini per la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione energetica.  Il bonus è all’80% se gli interventi che determinano il passaggio a una classe di rischio sismico inferiore e all’85% per il passaggio a due classi inferiori. Inoltre, la detrazione è divisa in dieci quote annuali su un ammontare di spese non superiore a 136.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

È stata anche confermata la Cessione del Credito. Oltre ad introdurre la cessione per l’Ecobonus, la Camera ha confermato la cessione del credito per gli interventi di adeguamento sismico. Il Sismabonus, infatti, può essere ceduto da tutti i beneficiari a privati, a fornitori ed anche alle banche, sia per le parti comuni dei condomini sia per le singole unità immobiliari.

Dopo l’approvazione in Senato del Disegno di Legge di Bilancio 2018 avvenuta il 30/11/2017, il Testo passa alla Camera. Ad oggi, non tutte le novità previste nei mesi precedenti sono state introdotte nel DDL facendo trasparire ancora molti dubbi ed incertezze sulle questioni irrisolte del Sismabonus. 

CAPANNONI E TETTO DI SPESA: Resta ancora irrisolta la proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio di incrementare il tetto di spesa per i capannoni e per le strutture produttive. Il nodo sui capannoni è legato alla definizione data, ribadita anche nella precedente Legge di Bilancio 2017, al termine “singola unità immobiliare”; la norma presenta un difetto di costruzione, perché è stata scritta per i condomini. Il risultato è che un capannone, ai fini del Sismabonus, è formalmente un’unità immobiliare singola e, come tale, deve sottostare al limite unico di 96mila euro. Si stanno paventando due proposte per risolvere la questione:

  1. Creazione di un tetto di spesa modulare, che cresce con l’aumentare dei metri quadri, 96mila euro ogni 150, 200 o 300 metri quadri; una proposta che discrimina il tetto fisso e non modulabile per le strutture residenziali.
  2. Fissare il tetto di spesa a  480mila euro; una soluzione troppo onerosa per lo Stato.

 

DIAGNOSI SISMICHE: Come affermato nell’aggiornamento pubblicato il 17/10/2017, il Consiglio dei Ministri aveva proposto una detrazione del 100% anche per le diagnosi sismiche non seguite da lavori di adeguamento; stando al Disegno di Legge approvato dal Senato, il nodo sulle diagnosi non sarà sciolto. Di conseguenza, ad oggi la diagnosi viene scontata solo se agganciata alla fase di cantiere e non sarà prevista la detrazione se si effettua la certificazione sismica dell’edificio senza effettuare un successivo intervento.

CESSIONE DEL CREDITO PER GLI INCAPIENTI: Come affermato nel post pubblicato il 10/11/2017, è stato previsto in seno al Governo un allargamento della cessione del credito per gli incapienti, oltre che per le parti comuni in condominio anche le singole unità immobiliari; nelle prossime sedute della Camera bisognerà capire se anche gli incapienti delle singole unità immobiliari potranno cedere alle banche il credito di imposta corrispondente alla propria quota di detrazione.

EDILIZIA POPOLARE: Dal 2018 tra i beneficiari ci saranno anche gli istituti di edilizia popolare.

 

Dunque, allo stato di fatto e dopo l’approvazione del DDL al Senato, sembrerà che anche per il 2018 restano invariate le condizioni del Sismabonus.

Nel caso in cui la Camera emenderà le questioni sopra descritte, il Disegno di Legge tornerà di nuovo in Senato per la discussione degli emendamenti apportati. Ad ogni modo, si attenderà la risposta della Camera per capire se le questioni sollevate e le novità prospettate avranno ancora una chance prima che il Testo diventi Legge definitiva, congelando i nodi rimasti insoluti.

Nell’ultima Risoluzione del 29/11/2017 (Risoluzione 147/E) l’Agenzia delle Entrate conferma la piena cumulabilità fra i due Bonus.

Dalla risposta al Quesito numero 3 dell’Interpello si evince la cumulabilità fra i tetti di spesa previsti per il Sismabonus e quelli determinati per dell’Ecobonus; infatti, i lavori di riqualificazione energetica hanno un diverso limite di spesa (che varia in funzione della tipologia di intervento effettuato) e, pertanto, sarà un plafond autonomo rispetto a quello previsto per gli interventi di ristrutturazione edilizia e sismabonus.

Per comprendere meglio i chiarimenti espressi dall’Agenzia delle Entrate consulta il post precedente: “Chiarimenti da parte dell’AdE:gli interventi di manutenzione e ristrutturazione possono rientrare nel progetto antisismico beneficiando delle detrazioni previste per il Sismabonus”

Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate in  risposta all’Interpello originariamente indirizzato alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna presentato lo scorso Luglio 2017 (Interpello prot. n. 954-1191/2017).

 

La Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate ha risposto all’Interpello presentato alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, di cui abbiamo già discusso nel post del 02/08/2017. Le risposte dell’AdE sono state:

  1. RIPARTIZIONE DELLE SPESE (Quesito n.1): Nell’Interpello si chiedeva la possibilità di ripartire la detrazione in dieci annualità anziché 5, un elemento che penalizza i contribuenti con redditi meno significativi; la risposta dell’Agenzia è stata negativa, confermando la ripartizione della detrazione nelle 5 annualità come previsto dalla Legge.
  2. SISMABONUS E LAVORI DI MANUTENZIONE (Quesito n.2): Nel secondo quesito veniva chiesto se anche nel Sismabonus venisse confermato il principio secondo cui sono comunque agevolabili le spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria, quando realizzati nell’ambito di lavori più vasti e necessari al completamento dell’opera nel suo complesso. Infatti, l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 57/E/1998, con riferimento alle detrazioni per il recupero edilizio, ha chiarito che nelle ipotesi di interventi ”incisivi” (ad esempio di ristrutturazione edilizia), sono parimenti agevolabili le spese sostenute per lavori ”minori” (ad esempio manutenzione ordinaria), laddove realizzati contestualmente e strettamente necessari al completamento dell’intervento nel suo complesso. L’Ade ha risposto positivamente a tale quesito confermando il principio sopra riportato.
  3. IL LIMITE DI SPESA (Quesito n.3): In riferimento alla cumulabilità del limite di spesa con quelli fissati per altre tipologie di agevolazione (Ecobonus, ad esempio), l’Agenzia delle Entrate ritiene che
    che il limite di spesa agevolabile, attualmente 96.000 euro, è unico in quanto riferito all’immobile e ricomprende tutti gli interventi previsti dall’art. 16-bis del TUIR. Inoltre, l’Ade chiarisce che gli interventi antisismici non possono fruire di un autonomo limite di spesa in quanto il dettato normativo non lo permette; questo vincolo, però, non agisce se: a) se in anni successivi sono effettuati interventi autonomi che non sono mera prosecuzione di interveti iniziati in precedenza; b) nei confronti dei limiti di spesa previsti per gli interventi di riqualificazione energetica.

Alle risposte date si aggiunge anche l’interpretazione restrittiva espressa dalla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna dell’AdE, riportata nel post del 02/08/2017, relativa al caso in cui l’edificio venga demolito e ricostruito, anche se tale tipologia di intervento rientra nella definizione di ristrutturazione edilizia

Una delle novità introdotte nel testo della Manovra 2018 è “l’allargamento della cessione del credito”

 

Nella Manovra 2018 la cessione del credito riguarderà, oltre che per le parti comuni in condominio, anche le singole unità immobiliari.

La novità risiede nella possibilità di poter cedere il credito, oltre che alle banche, anche agli altri contribuenti. Chi riceve la cessione del bonus può anche trasferirlo nuovamente ad altri.

Accordo siglato tra l’ANCE e Deloitte per facilitare il pieno utilizzo dell’Ecobonus e del Sismabonus nei condomini attraverso lo strumento della cessione del credito d’imposta

 

sismabonus

Dopo Harley&Dikkinson, l’accordo tra ANCE e Deloitte ha consentito di lanciare una piattaforma per la cessione del credito,  che ha lo scopo di facilitare l’acquisto dei crediti d’imposta minimizzando la spesa a carico dei condòmini e puntare a ” risolvere il problema di liquidità dei condomini e delle imprese, facilitando l’intervento del sistema bancario e garantendo sicurezza agli investitori interessati all’acquisto dei crediti d’imposta”, come spiega lo stesso presidente dell’ANCE Giuliano Campana.

Dalla piattaforma, cittadini e imprese potranno cedere i propri crediti fiscali derivanti da interventi di messa in sicurezza e efficientamento energetico degli edifici.

Infatti, come già affermato nel Box “Cessione del credito per gli incapienti”, con il Provvedimento n. 108572 dell’8 giugno 2017, l’Amministrazione finanziaria ha individuato le modalità con le quali i soggetti beneficiari della suddetta detrazione possono cedere il credito per le spese sostenute; il credito d’imposta può essere:

  1. ceduto da:
    – i condomini, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito, a condizione che siano teoricamente beneficiari della detrazione;
    – i cessionari del credito i quali a loro volta possono effettuare ulteriori cessioni
  2. acquistato da:
    – i fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi in commento;
    – altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti, ecc.

VISITA LA PAGINA  DELLA PIATTAFORMA DELOITTE/ANCE

È stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Bozza della Legge di Bilancio per il 2018 che prevederà una detrazione fiscale per gli interventi di adeguamento antisismico si applicherà anche alle sole certificazioni statiche degli edifici non seguite da lavori.

sismabonus

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di Bilancio per il 2018 che entro il 20 ottobre dovrà passare alle Camere. Il Testo che dovrà essere discusso in Parlamento conferma anche per il prossimo anno il Sismabonus e le proroghe all’Ecobonus ed alla Cedolare Secca.

In particolare, per quanto riguarda il bonus sismico, il testo approvato dal Consiglio prevede per il prossimo anno che la detrazione fiscale per gli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico si applicherà anche alle certificazioni statiche degli edifici non seguite da lavori. E’ stata infatti proposta una detrazione 100% per la diagnosi sismica degli edifici.

Dalla Bozza approvata dal Consiglio dei Ministri si evince, inoltre, che anche gli edifici di edilizia popolare potranno usufruire delle detrazioni fiscali per la messa in sicurezza antisismica. Inoltre, si cercherà di unire l’Ecobonus al Sismabonus in modo che i condomini possano avere un unico cantiere lavori.

Nel pacchetto della manovra di Bilancio 2018 dedicato alla casa è stato introdotto per la prima volta anche il Bonus Verde;  una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture, entro un limite massimo di spesa di 5mila Euro per ogni unità immobiliare.

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio ha riferito che il Governo sta valutando di prorogare gli incentivi dell’Ecobonus e del Sismabonus per ulteriori 5 anni, estendendo la platea anche all’edilizia pubblica.

sismabonus

In Commissione Ambiente, il Ministro Delrio è intervenuto anticipando le intenzioni del Governo per quanto riguarda il rafforzamento delle misure per la riqualificazione, la messa in sicurezza e il risparmio energetico del patrimonio edilizio, da inserire nel prossimo disegno di Legge di Bilancio.

Due sono i principali obiettivi che il Governo vorrebbe raggiungere:

  1. Riqualificazione profonda dei Condomini;
  2. Incentivare la riqualificazione dei Capannoni produttivi.

Per raggiungere il primo obiettivo, il Governo punta sulla proposta di stabilizzare le misure sui condomini, sia energetiche che sismiche per 5 anni, premiando chi fa di più e lo fa meglio.

Inoltre,   il Governo sta valutando di cambiare l’applicazione dei massimali sui capannoni adeguando la detrazione ai metri quadrati e non ai 96.000 euro, allo scopo di incentivare la riqualificazione delle strutture private produttive dislocate sul territorio nazionale.

Secondo diversi pareri la strada è quella giusta anche se risulterebbe più efficace e produttivo investire sulla prevenzione e non per “riparare” il gran numero di edifici italiani a rischio.

Quanto costa mettere in sicurezza un edificio?

sismabonus

 

L’ISI (Ingegneria Sismica Italiana) ha elaborato una mappa di stima della spesa da affrontare per “adeguare” in edificio. La stima è basata su un campione di 19.792 edifici ed i costi considerano un parametro minimo-massimo entro il quale potrebbe oscillare la spesa.

Effettuando una diagnosi preliminare sismica e richiedendo la progettazione di successivi interventi di adeguamento antisismico, è possibile arrivare ad un preventivo di circa 21.000 euro per unità abitativa; il che significa che, a fronte di una spesa iniziale di ventimila euro, grazie alle detrazioni fiscali concesse dal Sismabonus, è possibile recuperare fino all’80% della spesa totale ripartito in cinque quote annuali. Ciò significa che su una spesa di 21.000 euro, è possibile recuperare fino a 17.000 euro (se l’edificio migliora di due classi), rimborsabili con una detrazione annua di 3.378 euro in cinque anni.

Si trattano di stime teoriche ma che, ad ogni modo, si basano su dati scientifici. Bisognerebbe, dunque, valutare caso per caso. E bisognerebbe considerare che gli interventi possono essere realizzati con le tecnologie più disparate . La Bioarchitettura, ad esempio, offre soluzioni eco-compatibili e sostenibili che riescono a soddisfare anche le richieste più esigenti. Dunque, la scelta dipende dalla situazione del singolo immobile e dalla tipologia di intervento che si vuole realizzare.

PER VISUALIZZARE LE TABELLE DELLE STIME DEI COSTI ELABORATE DALL’ISI, CONSULTA IL BOX “Adeguamento Sismico: QUANTO COSTA?” NELLA SEZIONE INFORMAZIONI UTILI.

sismabonus

È cresciuto negli ultimi giorni il dibattito sul tetto di spesa previsto dal Sismabonus anche per le strutture produttive. Infatti, la soglia dei 96.000 euro come limite massimo per le operazioni di messa in sicurezza vale anche per gli edifici produttivi; un limite che deriverebbe da un errore formale, da una norma poco chiara, e che rischia di compromettere l’efficacia delle detrazioni anche per l’adeguamento sismico delle strutture produttive.

A denunciarlo sono le diverse associazioni di settore, come l’ANCE ed Unindustria Treviso. Come sostenuto dalle Associazioni, il tetto massimo di spesa detraibile fissato a 96.000 euro per singola unità immobiliare, è perfettamente funzionale per l’adeguamento sismico di condomini ed edifici privati; la stessa cosa non può dirsi per le strutture produttive, che misurano anche migliaia di metri quadrati, sulle quali è molto facile superare il tetto di spesa fissato dalla Legge di Bilancio.

Bisognerebbe, dunque, correggere la legge allo scopo di aumentare il limitato tetto fissato anche per le attività produttive. Purtroppo non è possibile adottare soluzioni immediate, se non facendo ricorso a frazionamenti fittizi dei fabbricati produttivi allo scopo di moltiplicare lo sconto fiscale; restano, comunque, delle soluzioni poco efficaci ed incisive.

sismabonus

Dura la presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate  dell’Emilia Romagna, in risposta all’interpello prot. 909-345/2017: la detrazione non spetta in  caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio preesistente, anche se l’intervento rientra nella definizione di ristrutturazione edilizia.

La restrittiva presa di posizione dell’Agenzia è giunta in sede di interpello, nel quale un contribuente privato ha richiesto l’interpello su tre argomenti inerenti la ristrutturazione (demolizione e ricostruzione) di un fabbricato sito in zona sismica 2; i quesiti formulati richiedono:

  1. La possibilità di aumentare la ripartizione delle quote annuali da 10 a 5, in quanto parrebbe che le cinque quote fissate penalizzerebbero i contribuenti con redditi bassi;
  2. La richiesta di chiarimenti sulla natura dell’intervento, in base alla circolare 57/E/1998;
  3. La possibilità di cumulare, nell’ambito del medesimo immobile e dello stesso periodo d’imposta, il limite di spesa previsto per gli interventi di ristrutturazione con i limiti di spesa previsti per altre tipologie di interventi di ristrutturazione ed efficientamento.

L’Agenzia non ha risposto ai quesiti; ha, però, osservato che, consistendo la ristrutturazione in questione in un intervento di demolizione con ricostruzione (pur con la stessa volumetria dell’immobile preesistente), l’agevolazione del Sismabonus non spetterebbe, poiché «la formulazione letterale della norma in esame porta a ritenere che gli interventi agevolati debbano riguardare il consolidamento dell’edificio esistente e non la costruzione di un edificio che, in ogni caso, deve rispondere a determinati standard, anche di sicurezza sismica, sia che si tratti della ricostruzione di un edificio esistente, sia che si tratti di una nuova costruzione».

Dunque, OK alla tradizionale detrazione per ristrutturazione edilizia e, per la detrazione del 65% per risparmio energetico, ma niente “bonus antisismico”.

sismabonus

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato la sezione di domande frequenti in merito alla possibilità di mantenere la detrazione cedendo il proprio immobile; un’operazione che potrebbe agevolare molto la possibilità di usufruire del Bonus, facilitando il raccordo fra cittadini e imprese.

3 sono i chiarimenti espressi dai tecnici del MIT:

  1. I casi nei quali è possibile perdere l’agevolazione:  «La detrazione si perde quando l’immobile è ceduto e nel contratto non è previsto espressamente che il venditore mantenga il diritto alla detrazione per le rate residue». Lo sconto fiscale è, quindi, direttamente agganciato all’immobile e chi ha intenzione di vendere deve precisare la propria volontà di trattenere il bonus, indipendentemente dall’immobile.
  2. Fattore temporale: “Ho messo in sicurezza la mia casa nel 2015, posso usufruire del bonus?”:  «Le agevolazioni “casa sicura”, previste dalla Legge di Bilancio 2017 riguardano interventi effettuati a partire dal primo gennaio 2017»; Quindi, in linea di principio dovrebbero applicarsi solo a investimenti effettuati negli ultimi mesi. C’è, però, un’importante eccezione, come spiega il MIT. «Per gli interventi eseguiti prima del primo gennaio 2017 (ad esempio nel 2015) la detrazione è possibile solo se l’immobile costituisce l’abitazione principale e si trova nelle zone di rischio
    sismico 1 o 2».
  3. Cumulo con altri sconti fiscali previsti: «non è possibile far valere sulla medesima spesa la detrazione “casa sicura” e il bonus per la
    riqualificazione energetica dell’edificio»; dunque, non è possibile cumulare sismabonus ed ecobonus. Inoltre, «le detrazioni non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici».

sismabonus

Proprio nelle scorse settimane tra le misure del piano Casa Italia, è stato inoltre annunciato un programma di diagnostica speditiva da 120 milioni di euro rivolto agli edifici caratterizzati da maggiore rischio sismico, circa 550 mila costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980 privi di normative antisismiche stringenti e localizzati nei 650 comuni italiani a maggiore pericolosità sismica.

In pratica, l’intervento, totalmente a carico dello Stato, fa sì che più di 500.000 edifici sparsi in 650 Comuni italiani possano usufruire di diagnosi basate sul modello di quelle adottate in caso di terremoto finanziati con risorse pubbliche e dando così anche impulso al comparto edilizio e tecnico nazionale.

Il Dipartimento Casa Italia sta avviando un dialogo con la Rete delle professioni tecniche per rendere operativa la misura; si attendono aggiornamenti in merito.

Oltre a questo, il Mit ha confermato le altre due misure già rese note al pubblico: l’attivazione di dieci cantieri pilota, finalizzati a sperimentare soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità e a comprenderne le condizioni, in vista di una più ampia diffusione sul territorio nazionale con oneri a carico dello Stato, e la costituzione di un archivio informatizzato in cui raccogliere tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio, allo scopo di creare una mappa digitale del rischio.

sismabonus

Dopo il crollo della Palazzina a Torre Annunziata, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha cambiato la propria opinione relativa all’obbligo del Certificato di Idoneità Statica degli immobili anticipando che, nella prossima Legge di stabilità, sarà reso obbligatorio in caso compravendita e di locazione di immobili, al pari della Certificazione Energetica APE.

Pertanto, in una fase successiva sarà introdotta una forma di obbligatorietà per la certificazione statica.

“Come è stato introdotto l’obbligo della certificazione energetica per i contratti di affitto e compravendita, occorre ora proseguire anche per la certificazione statica”, un monito del Sottosegretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Del Basso De Caro, che evidenza la necessità di formalizzare una procedura di notevole importanza per l’analisi ed il monitoraggio dello stato di sicurezza degli immobili.

sismabonus

Dopo il crollo della palazzina a Torre Annunziata che ha causato la morte di otto persone, si riapre nuovamente il dibattito sull’obbligatorietà del Fascicolo del Fabbricato.

Come discusso in uno dei nostri articoli precedenti (LEGGI L’ARTICOLO), in Italia sono circa 2 milioni gli edifici a rischio crolli; un serio problema che preoccupa anche il nostro Ministro delle Infrastrutture Delrio.

La situazione diventa ancor più preoccupante se si considera l’inadeguato controllo sulla costruzione dei fabbricati dal dopoguerra ad oggi; piani regolatori inesistenti, costruzioni spesso prive di certificazioni statiche, utilizzo di materiali scadenti, sono solo alcune delle numerose cause che hanno acuito questo delicato problema.

Il Ministro sottolinea l’importanza dei controlli sugli edifici, sia esistenti che in fase di costruzione, pubblici e privati; il Fascicolo del Fabbricato, un documento che certifica lo stato reale delle strutture abitative si mostra come un importante strumento di controllo della salute delle nostre abitazioni.

Molto spesso, il fattore economico è l’elemento frenante. Infatti,  i proprietari di immobili hanno sempre bloccato ogni tentativo di rendere obbligatorio il Fascicolo adducendo al costo delle verifiche che andrebbe a gravare sul portafogli delle famiglie.

Ma la posizione del Ministro è molto ferma e chiara: “la ragione economica, da qualche tempo, è venuta meno”. Infatti, il Ministro ha sottolineato che: “il sisma bonus ora consente di fare le analisi delle condizioni statiche degli immobili con la possibilità di detrarre fiscalmente fino all’85 per cento della spesa sostenuta (Per maggiori dettagli CLICCA QUI) La cosa riguarda tanto i condomini, senza distinzione fra prima e seconda casa, quanto gli immobili che hanno destinazione produttiva. Il beneficio, per giunta, si può godere praticamente in tutto il Paese, perché l’Italia intera è di fatto sismica, e c’è anche la possibilità di cedere a chi fa il lavoro il credito fiscale nei confronti dello Stato”. La strada degli incentivi, come il sismabonus, potrebbe risultare una efficace e buona soluzione che consentirebbe di raggiungere la “sicurezza statica” del Paese.

Il Ministro ha evidenziato come nel nostro Paese, la questione della sicurezza degli immobili va ben oltre gli ostacoli economici e burocratici; è piuttosto un problema culturale. Infatti, una certificazione statica seria è in grado di denunciare ogni tipo di debolezza dell’abitazione, anche quelle derivanti da magagne ed interventi non a norma, con il risultato di un crollo dei prezzi e delle vendite degli immobili. Questo è il grande freno culturale che ostacola questa svolta indispensabile.

Harley&Dikkinson lancia la prima piattaforma online per la cessione del credito

sismabonus

La piattaforma ha lo scopo di facilitare l’incontro tra domanda (acquirente) e offerta (cedente) e di fornire supporto dal punto di vista burocratico-operativo.

La piattaforma è particolarmente indicata per i condomini, in quanto permette la creazione di una comunità solidale  che sarà in grado con maggiore facilità mediatica  di deliberare le decisioni e di portare a termine  i lavori previsti. Tale approccio, valorizzando la solidarietà tra i condòmini, rappresenta un’operazione vincente  in grado di favorire interventi di adeguamento sismico altrimenti difficili da realizzare.

La piattaforma si rivolge a differenti soggetti: al condomino in primis, agli amministratori di condominio, ai commercialisti e all’impresa.

Va ribadita, inoltre, l’opportunità di sfruttare, oltre a questa innovativa piattaforma, l’opportunità già concessa dal comma 2-sexies dell’art. 14 del DL 63/2013, secondo il quale i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito (ma non alle banche).

Per scoprire come funziona la nuova piattaforma, CLICCA QUI

sismabonus

La Manovrina 2017 è diventata legge. Il Senato, il 15 giugno scorso, con 144 sì e 104 no, ha rinnovato la fiducia al Governo sul testo contenente una serie di misure per la riqualificazione degli immobili e per i professionisti. Vengono confermate le misure approvate dalla Camera il 1° giugno. Il testo approvato definitivamente attende ora la pubblicazione in Gazzetta con la legge di conversione, che dovrà avvenire entro il 23 giugno 2017.

Per quanto riguarda il Sismabonus, è stata adottata la misura che prevede, per colui che acquista da un’impresa di costruzione o ristruttura un immobile demolito e ricostruito con criteri antisismici in zona sismica 1, una detrazione fiscale fino all’85% del prezzo di vendita.

Manovra correttiva: le novità approvate in sede di conversione.

sismabonus

L’8 giugno scorso sono stati firmati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate due provvedimenti attuativi (in ottemperanza alle ultime novità su Ecobonus e Sismabonus della legge di bilancio 2017 introdotte con la “Manovrina 2017”) risolvendo la dolente questione relativa alla cessione del credito per i soggetti incapienti, con particolare riguardo alle operazioni di adeguamento sismico per le parti comuni di edifici.

LEGGI IL PROVVEDIMENTO ATTUATIVO (Sismabonus)

Di conseguenza, il credito può essere ceduto a soggetti terzi che possono anticipare il finanziamento.

In particolare, le principali indicazioni che sono arrivate dall’Agenzia delle Entrate prevedono che:

1) Il condòmino può cedere l’intera detrazione calcolata sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio. In caso di condomini “minimi”, che non hanno nominato un amministratore in quanto non obbligati, la cessione del credito d’imposta può avvenire incaricando un condòmino di effettuare gli adempimenti con le modalità e nei termini previsti per gli amministratori di condominio;

2) I cessionari del credito possono, a loro volta, effettuare ulteriori cessioni;

3) Il credito d’imposta cedibile è determinato sulla base dell’intera spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori ovvero, sulla base dell’intera spesa sostenuta dal soggetto e pagata dal condominio ai fornitori;

4) Il credito può essere ceduto a fornitori dei beni e servizi necessari per la realizzazione dei lavori e ad altri soggetti privati quali persone fisiche, società ed enti (con esclusione per il Sismabonus di banche ed intermediari finanziari). Il credito ceduto ai fornitori, però, si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo;

5) Il credito d’imposta non oggetto di successive cessioni può essere richiesto sottoforma di compensazione (senza applicazione dei limiti previsti dall’articolo 34 della legge 388/2000) nel modello F24. La quota di credito non fruita nel periodo di spettanza è riportabile nei periodi d’imposta successivi.

 

L’iter da seguire sarà così strutturato:

1) Entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento il cedente comunica all’amministratore del condominio l’avvenuta cessione del credito indicando i dati del cessionario che ha accettato;

2) L’amministratore del condominio comunica, entro il 28 febbraio del periodo d’imposta di riferimento, all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi, l’ammontare ceduto e l’accettazione del cessionario;

3) L’amministrazione finanziaria potrebbe svolgere dei controlli successivi sui requisiti economici che danno diritto alla detrazione e sui dati inoltrati all’AdE. In caso di errori la cessione del credito risulterà annullata.



 Informazioni Utili

L’ISI ha elaborato una stima dei costi necessari per l’adeguamento sismico delle proprie case. Le cifre sono solamente indicative, ma basate su valutazioni tecniche e scientifiche; bisogna, dunque, valutare caso per caso e considerare che gli interventi possono essere realizzati con diverse tecnologie e con differenti soluzioni.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI, CONTATTACI

 

sismabonus

sismabonus

sismabonus

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), il cosiddetto “Bonifico Parlante”.

Il bonifico parlante si distingue da quello ordinario in quanto specifica una serie di indicazioni utili a non creare confusione con altri pagamenti. Le differenze nascono dal fatto che in esso devono essere contenute tutte le informazioni necessarie a differenziare questa tipologia di pagamento da quelli normalmente effettuati, In modo da consentire all’Agenzia delle Entrate di svolgere rapidamente eventuali controlli.

Dal momento che un eventuale errore nella compilazione del bonifico potrebbe compromettere l’intera agevolazione fiscale, risulta indispensabile fornire informazioni utili sulla sua compilazione.

I dati da inserire nel bonifico parlante online o nel modello cartaceo predisposto dagli Istituti di credito e uffici postali sono:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

sismabonus

Inoltre:

  • Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale;
  • Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Attenzione: per usufruire delle agevolazioni fa fede la data in cui è stato compiuto il pagamento (e quindi effettuato il bonifico) e non quella in cui è stata emessa la fattura.

Vi è poi la possibilità che chi effettua il pagamento sia un soggetto diverso da quello che beneficerà della detrazione (ad esempio, coloro che non posseggono un conto corrente). In questo caso il pagamento potrà quindi essere effettuato da un altro soggetto ma fattura e bonifico dovranno essere intestati sempre al diretto beneficiario della detrazione.

Nel caso, infine, in cui il pagamento venga effettuato usufruendo di un finanziamento, la società finanziatrice dovrà utilizzare per i pagamenti un bonifico parlante da cui risultino i dati del beneficiario e fornire al cliente la ricevuta del pagamento effettuato.

Al momento del pagamento viene richiesta una ritenuta d’acconto sul bonifico pari all’8%.

sismabonus

Dall’articolo di Michela Piccoli de “Il sole 24 Ore” è possibile consultare le mappe interattive sul rischio sismico ed idrogeologico in Italia.

CONSULTA LE MAPPE CLICCANDO QUI

Dai dati Istat, è stato possibile elaborare le mappe interattive; in particolare, è possibile controllare il livello di sicurezza degli edifici scolastici. Purtroppo, i dati sono poco confortanti in quanto, nella nostra penisola sono poco meno di 2.000 gli edifici scolastici costruiti senza alcun rispetto delle norme antisismiche in zone ad elevato rischio terremoti.

Dall’articolo, attraverso la barra di ricerca, è possibile ottenere informazioni su ogni singolo istituto scolastico presente sul territorio della penisola italiana; non resta che consultare il database interattivo.

Come compilare l’Allegato B del DM  (Modello di Asseverazione del Progettista) per la classificazione sismica degli edifici

FAC-SIMILE ALLEGATO B

L’ Allegato B del decreto ministeriale  del 7 marzo 2017, n. 65, dovrà essere compilato dal professionista incaricato ed attesterà la classe di rischio sismico della costruzione precedente e successiva l’intervento migliorativo progettato.

Il Modulo dovrà essere compilato dal tecnico incaricato, in tutte le sue parti.

FRONTESPIZIO

sismabonus

Bisogna riportare le indicazioni generali del fabbricato oggetto di classificazione:

  • il Comune di riferimento;
  • la toponomastica;
  • gli estremi catastali.

 

DATI DEL PROFESSIONISTA INCARICATO

sismabonus

sismabonus

Dopo aver inserito i propri dati generali, il professionista incaricato dovrà

dichiarare di avere i requisiti previsti all’art. 3 del Testo coordinato del Decreto Ministeriale 7 marzo 2017, n. 65 e dovrà indicare se provvede alla sola valutazione del rischio sismico oppure se presenterà un progetto migliorativo del rischio sismico. In particolare, se si seguirà questa seconda strada, il tecnico incaricato dovrà confrontare lo stato di fatto dell’immobile con quello migliorativo progettato, valutato mediante un metodo convenzionale o semplificato.

 

STATO DELL’IMMOBILE (di fatto e successivo l’intervento)

figura 4

In questa sezione il professionista dovrà valutare la vulnerabilità sismica dell’immobile nello stato di fatto ed in quello di progetto, indicando:

  • l’indice di sicurezza strutturale (IS-V);
  • il valore di Perdita Annua Media (PAM) dedotti dal metodo o convenzionale o semplificato.

Nel caso dello stato di progetto dovranno, inoltre essere indicati gli estremi del deposito presso il Genio Civile distinguendo tra deposito ed autorizzazione.

 

ATTESTAZIONE FINALE DELL’EFFETTO MITIGATORIO

figura 5

È la parte conclusiva dell’attestazione in cui il professionista dichiara il miglioramento ottenuto in termini di numero di classi superate.

sismabonus

Il Decreto Ministeriale n.58/2017 dello scorso 28 febbraio 2017 dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha dato via libera alle modalità di determinazione delle classi di rischio sismico dell’immobile.

Per maggiori dettagli sulla classificazione del rischio sismico, clicca sul seguente LINK

La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi alternativi:

  1. METODO SEMPLIFICATO: si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio. E’ indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.
  2. METODO CONVENZIONALE: applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione. Esso è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali NCT 20080 e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione sia nello stato di fatto, sia nello stato conseguente intervento progettato.

 

Rischio sismico secondo il metodo semplificato

Nel caso di valutazioni finalizzate all’esecuzione di interventi sugli edifici volti alla riduzione del rischio, è consentito l’impiego del metodo semplificato nei soli casi in cui si adottino interventi di rafforzamento locale; in tal caso è ammesso il passaggio di una sola classe di rischio.

La classe di rischio di appartenenza si determina a partire dalla classe di vulnerabilità definita dalla Scala Macrosismica Europea (EMS).

La  classe di vulnerabilità segue due steps:

  1. determinazione della tipologia strutturale che meglio descrive la costruzione in esame con conseguente determinazione della classe di vulnerabilità media associata a tale valore;
  2. valutazione dell’eventuale scostamento dalla classe media a causa di un elevato degrado, di una scarsa qualità costruttiva o della presenza di peculiarità che possono aumentare la vulnerabilità globale dell’immobile.

 

Rischio sismico secondo il metodo convenzionale

Nel caso di valutazioni finalizzate all’esecuzione di interventi su tutte le tipologie di costruzione, adottando tale metodo, bisogna fare riferimento a due parametri fondamentali:

  1. la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni agli elementi, strutturali e non, e riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio privo del suo contenuto;
  2. l’Indice di Sicurezza (IS-V) della struttura, definito come il rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) e la PGA che la norma indica come riferimento per la progettazione di un nuovo edificio (PGA – PGAd).

Di conseguenza, si determina prima la classe sia in termini di PAM  che di IS-V, dopodiché si associa all’edificio la classe minore (quella corrispondente al rischio maggiore).


ISCRIVITI alla nostra NEWSLETTER

e riceverai la Guida gratuita “SISMABONUS 2017” della Bio AEF

Seleziona lista (o più di una):

Tutti gli ARTICOLI sul SISMABONUS 2017 della Bio AEF S.r.l.

(consultabili anche nella sezione NEWS)